Le storie che curano

La biblioterapia è la pratica di utilizzare la lettura e la narrazione come strumenti di supporto emotivo, crescita personale e benessere psicologico. Non è solo leggere: è scegliere le parole giuste, nel momento giusto, per la persona giusta.

Ho conseguito un Master in Biblioterapia presso l’Università degli Studi di Verona, e da anni integro questa pratica nel mio lavoro di formatore, educatore e autore.

Negli albi illustrati, nelle poesie, nelle storie — trovo strumenti potenti quanto un esercizio corporeo o una sessione in stanza Snoezelen. Forse più potenti, perché agiscono in silenzio, attraverso l’immaginazione.


Come uso la biblioterapia nel mio lavoro

In formazione — Durante i corsi per insegnanti ed educatori, uso albi illustrati come “lenti” per guardare situazioni educative complesse: un libro può aprire una conversazione che una slide non riuscirebbe mai ad avviare.

Con i bambini — La lettura condivisa è uno spazio relazionale prima che cognitivo. Un libro letto insieme è un atto di cura: dice al bambino “sei degno della mia attenzione, del mio tempo, della mia voce”.

Con adulti in difficoltà — In contesti socio-sanitari e di cura, la narrazione permette di accedere a emozioni e vissuti che non troverebbero altrimenti le parole per esistere.

Come autore — Scrivere albi illustrati è per me un atto terapeutico prima ancora che creativo. Ogni storia nasce da un’osservazione sul campo, da un bisogno reale.


I miei libri come strumenti di biblioterapia

I tre albi illustrati che ho scritto nascono tutti da questa visione: la storia come spazio sicuro, il personaggio come specchio, le parole come medicina dolce.

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